THE BLAIR WITCH PROJECT

postato da strepitolina [12/08/2007 15:44]






Ed eccomi qua.

Tra 2 ore partirò per le vacanze. Ma voglio dedicare questo post ad un altro film che ho rivisto volentieri di recente.

Con Visitors sono ferma alla battaglia finale, oramai vedrò la seconda serie solo a settembre

Dunque, ho visto per la prima volta The Blair Witch Project in un cinema di Poggibonzi, spettacolo notturno, circa le 2 di notte io e il mio fidanzatino storico avevamo scelto proprio un orario adatto

Ma la sala era abbastanza piena, tutti in religioso silenzio e concentratissimi ad aver paura paura nellattesa che accadesse qualcosa la vera paura, quella che ti cattura quando non si vede proprio niente e il cervello è impegnato ad immaginare da solo chissà cosa e chissà chi

"The Blair Witch Project" è nato come pellicola semi indipendente, ed ha goduto di una furbissima campagna promozionale. Siamo infatti in presenza di un'opera che, aldilà dei gusti personali, è interessante sotto moltissimi punti di vista, a partire dall'abile ed intelligente lavoro di preparazione mediatica con cui è stata anticipata la sua uscita nelle sale. Tutto, o quasi tutto, accade al di fuori della pellicola. Siti internet, speciali televisivi, libri e dossier cartacei, addirittura cd musicali.

LA TRAMA

Tre studenti si recano nei boschi attorno alla cittadina di Burkittsville, Maryland, per girare una documentario sulla leggenda della strega di Blair. I loro nomi: Heather Donahue, la regista e fautrice del progetto, Joshua Leonard, il tecnico delle immagini, e Michael Williams, il tecnico audio. Dopo aver effettuato e ripreso varie interviste nella cittadina, il 21 ottobre i tre si addentrano nella foresta. Strani avvenimenti, voci di bambini in lontananza, rumori di passi, accompagnano le loro notti. Queste esistenze si manifestano apertamente segnalando la loro presenza con oggetti rituali lasciati nei dintorni dell'accampamento dei giovani. Strani cumuli di pietra, piccoli mazzi di ramoscelli d'albero, strane figure umanoidi formate con i rami degli alberi e ad essi appese. Ben presto ciò che doveva essere una semplice avventura nel bosco si trasforma in incubo. Incubo che si aggrava quando Joshua scompare misteriosamente. I due superstiti vengono perseguitati nella notte dalle grida di dolore del loro amico. Grida che guidano Heather e Michael verso una strana casa nel bosco. E' in questo luogo che termina il film con un finale aperto e volutamente ambiguo.



Soprattutto nelle fasi conclusive del racconto, cè una suspence impressionante, ottenuta senza sfoderare i soliti e fin troppo facili luoghi comuni del prodotto di genere, ma con la riuscita evocazione di paure ancestrali, spesso risvegliate mediante un utilizzo subliminale degli stimoli sensoriali. Gli autori sfruttano soprattutto la frustrante insufficienza della percezioni visiva ed uditiva - l'instabilità dell'immagine, le limitazioni del campo visivo, della messa a fuoco o della luminosità, le sonorità smorzate e di imprevista provenienza, e molto altro ancora

Il battage pubblicitario del film ha inizialmente tentato di far passare la pellicola come il resoconto di fatti realmente accaduti. Per questo, molti mesi prima dell'uscita nelle sale, sono apparsi siti Internet contenenti messaggi per tentare di ritrovare i tre protagonisti, con continue allusioni ai misteri che hanno circondato la loro improvvisa scomparsa. Tutte le riprese sono effettuate dagli stessi ragazzi utilizzando due telecamere a mano. Una telecamera sedici millimetri in bianco e nero, inizialmente destinata al "racconto oggettivo" del documentario, e una piccola videocamera 8 millimetri a colori destinata a riprendere i momenti privati e personali del gruppo. Una rigida distinzione iniziale sui modi e oggetti della visione che cade miseramente quando il pianificato documentario sulla strega di Blair si trasforma in un disperato diario dei tre giovani. I ragazzi rivolgono sempre più frequentemente la camera verso se stessi, diventando allo stesso momento soggetti ed oggetti del vedere. La videocamera si trasforma in protesi meccanica in grado di trasmettere "visivamente" al pubblico l'angoscia e le tensioni. Se la sceneggiatura, peraltro assente, penalizza questo film, l'importanza data al senso dell'udito ne rappresenta la caratteristica principale. In The Blair Witch Project tutto accade al di fuori di ogni schema narrativo di genere. Più volte lo schermo è oscurato, completamente nero. Si odono solo le voci affannate dei protagonisti, o quelle in lontananza di bambini che piangono disperati nella notte. Pur trattandosi di "cinema" le immagini qui contano poco o nulla. Il senso della vista è relegato in secondo piano rispetto a quello dell'udito. Sono i racconti delle persone, i rumori confusi del bosco notturno, il pianto dei bambini nel buio, le urla strazianti di Joshua a costruire l'immagine della paura. Un'immagine mentale personale, individuale. Una inquietudine più intima, legata alle paure ancestrali di ogni singolo spettatore. Prima fra tutte la paura del buio. Nella società moderna vedere è conoscere. Al buio è impossibile conoscere. In The Blair Witch Project più volte lo spettatore è lasciato fisicamente al buio. E' lo spettro delle paure interiori dell'individuo che guarda ad essere chiamato in gioco per riempire i vuoti immagine. Tutto il peso emotivo del film ricade sul singolo spettatore. Un individuo che guarda e non vede, che pensa di conoscere e non conosce ciò che gli si presenta innanzi. L'ignoto è più emotivamente suggestivo del noto, l'invisibile del visibile. Andando ad agire sui meccanismi primordiali della paura The Blair Witch Project costruisce un prodotto horror fortemente emotivo e coinvolgente.

The Blair Witch Project è probabilmente il film che ha avuto il guadagno netto (detratti i costi, quindi) più alto di tutta la storia del cinema.

Il seguito, BLAIR WITCH PROJECT 2 IL LIBRO SEGRETO DELLE STREGHE, è stato affidato ad altri registi, che ne hanno fatto un filmetto horror classico, di quelli che attirano i ragazzini al cinema pur non avendo niente di speciale. Non cè uno stile narrativo particolare, e ben poco lo accomuna al numero 1.

TRAMA

Un gruppo di cinque ragazzi, attirato dallidea di scoprire quanta verità si nasconda dietro la storia del falso documentario "The Blair Witch Project", decide di tornare sui passi dei tre disgraziati studenti di cinema che, teoricamente, avrebbero perso la vita tra i boschi di Burkittesville. Decidono di passare la prima notte proprio nei pressi della casa sotto le cui macerie furono trovati i nastri girati dai dispersi ma, inspiegabilmente, al loro risveglio scoprono che qualcosa è accaduto, e non ne hanno conservata memoria: appunti a brandelli, telecamere frantumate sulla roccia e videocassette nascoste. Spaventati, abbandonano limpresa e si rifugiano nella casa della loro guida in cerca di spiegazioni















BUONE VACANZE A TUTTI!!!


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